Ristrutturare casa: meglio un prestito o un mutuo?

Desiderio di ristrutturare casa?

La cucina nuova, l’ambita stanza in più, i tanto desiderati lavori in

giardino… Quando si accende un mutuo per acquisto casa, si sa, è

possibile fare richiesta di un ulteriore importo per sostenere eventuali

spese di ristrutturazione. In questo caso i due prestiti abbinati non

devono superare la soglia di sostenibilità, ovvero la rata cumulata

prestito + muto non deve superare il 40% dello stipendio. Ma come

funziona quando l’appartamento da ristrutturare è già di proprietà? Come

è possibile ottenere la liquidità necessaria a far fronte alle spese

previste?
Esiste la possibilità di richiedere un mutuo o un prestito per la ristrutturazione,

due formule pensate ad hoc dai vari enti finanziari per progetti di

questa natura. Due prodotti per uno stesso scopo ma per esigenze

diverse.


Mutuo ristrutturazione

Come funziona il mutuo ristrutturazione casa?

Trattandosi di un mutuo, è necessario presentare alla banca un’ampia

documentazione per le dovute valutazioni, e in particolare:

  • la copia dei preventivi dei lavori previsti;
  • la documentazione edilizia necessaria per le opere di manutenzione (certificati edilizi, autorizzazione del Comune, ecc.).
Naturalmente, l’opzione del fai da te o quella di farsi aiutare

nei lavori da amici non è possibile, in quanto chi effettuerà le opere

dovrà rilasciare un documento fiscale.


Calcolo dell’importo da richiedere per mutuo ristrutturazione

In genere, il mutuo ristrutturazione può coprire fino all’80% del valore finale di mercato dell’immobile, ovvero quanto varrà a lavori ultimati. L'erogazione dell'importo, fino al raggiungimento del totale richiesto, non avviene in un’unica soluzione ma in più tranche sulla base del progetto e dello stato di avanzamento dei lavori di ristrutturazione certificati dalla relazione di un perito incaricato dalla Banca (SAL).

E per tutti coloro che hanno già sulle spalle un mutuo per l’acquisto di casa e desiderano far richiesta di un mutuo ristrutturazione? In questo caso, è consigliabile è chiedere un mutuo di rifinanziamento, andando a chiudere il precedente mutuo e aprendo un nuovo mutuo acquisto più ristrutturazione.

Infine, è bene tenere a mente che nella stipula del contratto dovrà intervenire un notaio. Pertanto, vanno considerati tra i costi del mutuo ristrutturazione anche la parcella del notaio e le spese per i diversi documenti obbligatori per l’espletamento della pratica.


Mutuo per ristrutturazione: detrazione degli interessi passivi

La legge prevede detrazioni fiscali per le ristrutturazioni. La percentuale di interessi detraibili attualmente ammonta al 19%, per un massimo di 2.585,28 euro.
Per usufruire della detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia, la stipula del contratto di mutuo da parte del proprietario o del titolare di diritti reali sugli immobili deve avvenire nei sei mesi precedenti all’inizio dei lavori, oppure entro i 18 mesi successivi all’avvio dei lavori di costruzione o di ristrutturazione. Inoltre, entro sei mesi dalla fine dei lavori, l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale.


Prestito ristrutturazione

Non sempre il mutuo è la risposta più adatta per dei lavori di ristrutturazione, e in base all’importo che si desidera richiedere e ai tassi applicati dall’ente erogatore, può essere più conveniente optare per un prestito per ristrutturazione casa. Infatti, ricordiamo che in caso di prestito personale non occorre pagare le spese notarili. Inoltre, il prestito prevede un iter burocratico molto più snello e veloce, in quanto non necessita della richiesta di un’ipoteca né di un’istruttoria.
D’altra parte, i tassi di interesse sui prestiti possono essere decisamente più alti degli interessi sul mutuo. E allora come scegliere?
In conclusione, quando si ha necessità di un importo elevato, la soluzione migliore è senz’altro il mutuo, mentre è preferibile optare, in caso di piccoli interventi di ristrutturazione, per un prestito personale, da estinguersi in breve tempo.


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